Lei sta rientrando a casa, quando sente L’altra rivolgersi a qualcuno dicendo: – Mamma non fare la mamma!-.
A quell’affermazione Lei sorride pensando che, anche se siamo diventate “grandi” e se ogni tanto ci fa esclamare perché le sue cure e premure ci sembrano eccessive, certe cose non sono mai cambiate.
Ti ha messo al mondo, ti ha dedicato tempo e cure per crescere e diventare grande.
Non solo ti ha dato la vita, ma è espressione stessa dell’esercizio della vita.
Ti ha trasmesso i suoi valori e ti accompagna ogni giorno con il suo esempio, un esempio di amore.
Amore vero che racchiude la cura di sé e degli altri, un amore che non conosce ostacoli e che arriva al sacrificio per amore degli altri.
Mamma è una di quelle parole che in tutte le sue forme, declinazioni e lingue ha lo stesso significato.
Ma c’è di più.
Essere madre è una vocazione.
Sentire quell’afflato secolare che genera il mondo, quella vocazione alla cura e all’amore incondizionato, quell’occhio che guarda al futuro e ai suoi pericoli, quell’essere radici profonde nel terreno e fronde che si muovono soffiate dal vento.
Essere madre non dipende dalla possibilità di generare la vita, ma di alimentarla e allenarla alla felicità.
E finché ci sarà possibile, saremo felici di sapere che lei è qui con noi.
Anche dicendo ogni tanto: – Mamma non fare la mamma!-
