Non un dito è stato mosso per loro.
Sara e Ilaria.
Sono i nomi delle due vittime di femminicidio.
Gli ultimi due che si uniscono alla lunga lista che ogni mese scriviamo in Italia.
Leggo la loro storia e i fatti che le hanno portate al loro tragico epilogo e mi sembra di rileggere ogni volta la stessa storia. La storia di Giulia, di Elena, di Sabrina, di Arianna e di molte altre. E ogni volta mi sembra di rileggere la mia storia.
Una ragazza di 22 anni e del suo ex.
Una storia dove lui, che non accetta la fine della relazione, decide di rendere la vita impossibile a lei.
Appostamenti, intimidazioni, minacce, stalking.
Nessuno mosse un dito per me. Non un dito è stato mosso per loro.
C’è chi ha parlato di piaga sociale, di problema culturale, di emergenza.
Lo leggo ogni volta e lo sento dire ogni volta.
Non abbiamo bisogno di un altra vittima, ma di risposte immediate, adeguate e certe.
Abbiamo bisogno di affrontare questo problema insieme, come comunità e come società.
Costruendo adeguati spazi dove il dialogo e il confronto siano al centro di un percorso concreto.
Realizzando luoghi dedicati alla formazione e all’educazione per la creazione di una cultura votata al rispetto di tutte e di tutti.
Disponendo strumenti politici e legislativi che sappiano rispondere immediatamente all’attuale situazione.
Muoviamo un dito insieme.
Perché nessuna resti sola.
Perché il rispetto diventi cultura e la cura scelta politica.
