Essere una donna multitasking è una vera skill o l’ennesimo ostacolo sulla strada verso i nostri obiettivi?
Ripetuto all’infinito, applicato nel nostro quotidiano.
La donna deve essere multitasking.
Saper fare più cose contemporaneamente.
Mantenere attive più task.
Una sorta di moderna Cenerentola che, se nel classico della Walt Disney porta la colazione alle sorellastre mentre raccoglie la biancheria da lavare e capi da rammendare, nella vita reale risponde a una mail mentre chiama la collega e programma l’agenda. Se la matrigna prometteva a Cenerentola che, se avesse fatto tutto in tempo sarebbe andata al ballo, oggi, se riesce a fare tutto in tempo può evitare di fare gli straordinari e uscire alle 18.
La donna multitasking non è una Wonderwoman.
Non salva il mondo, ma fa quello che deve fare ottimizzando al massimo tempo e risorse.
Multitasking è stata, e forse è tuttora, una delle skill immancabile nei curricula che arrivano ogni giorno sulle scrivanie delle risorse umane. Insieme a “resistenza allo stress” e “flessibilità”, una delle più gettonate!
Ma cosa succede se, tentando di ottimizzare al massimo tempo e risorse, non si arriva agli obiettivi?
Ecco allora che essere multitasking non può essere la chiave per il successo: è una combinazione di più elementi che ci permette di arrivare dove vogliamo.
Proviamo a toglierci questa veste di donna multitasking che abbiamo voluto indossare per essere viste, considerate e pari agli uomini. Gli uomini non sono multitasking, non viene loro richiesto di esserlo. Un luogo comune, infatti, vuole che sappiano fare una cosa alla volta e noi al contrario tutto contemporaneamente. Ci hanno convinto che dobbiamo essere performanti a tutti i costi, solo così possiamo raggiungere il successo.
Impariamo a coltivare altre skill. E sì che andremo e arriveremo dove vogliamo.
