Quando ero una bambina restavo in trepidante attesa, con mio padre, a guardare in tivù la partenza delle gare del Gran Premio di Formula1.
Sulla griglia di partenza si disponevano ordinatamente le monoposto.
E mentre il cronista scandiva i nomi dei piloti, i motori si scaldavano producendo quell’inconfondibile suono.
Si accendevano i semafori e allo spegnimento, le auto scattavano.
Il più delle volte erano partenze e altre volte erano false partenze.
Partenze che ti tengono con il fiato sospeso e gli occhi puntati su chi conquista da subito le prime posizioni, e false partenze che frenano di colpo l’adrenalina e allungano l’attesa.
Ed è più o meno così, anche per ogni anno che ci apprestiamo a salutare.
Giriamo la pagina del calendario con i nostri buoni propositi per l’anno nuovo e ci disponiamo sulla griglia di partenza, come abbiamo fatto l’anno precedente.
Ci sono i tanto attesi inizi lavorativi per nuovi progetti, alcuni prendono il via e corrono in testa alla gara, altri impiegano tempo e provano il sorpasso, altri ancora si rivelano essere false partenze.
A volte, ascoltare la proverbiale voce interiore ti mette al riparo da rischi e pericoli che posso nascondersi dietro la curva, come una safety car che ti fa rallentare e mantenere la posizione.
Ci sono relazioni e rapporti che partono, si sfidano in sorpasso e tagliano il traguardo, ed altri che non attraversano insieme la bandiera a scacchi.
A volte, prendersi una breve pausa ti permette di capire se sei in pieno equilibrio, come il pit stop ai box per il cambio gomme.
E poi ci sono quelle partenze che rappresentano svolte importanti nella nostra vita, quelle su cui scommettiamo tutto e diamo tutto. Quelle per cui fatte le prove libere, superate brillantemente le qualifiche, si parte per la gara tra le prime posizioni. E’ una gara lunga e il traguardo è lontano. Contiamo sulle nostre potenzialità, sui nostri talenti e sul nostro perché, ma soprattutto contiamo sull’appoggio di chi crede in noi e ci sostiene. La nostra scuderia e i nostri tifosi.
E in mezzo? In mezzo corre la vita, la gara.
“Un’ineluttabile catena di incidenti, schianti e fallimenti, rivelano il carattere vulnerabile e l’andamento non lineare dell’innovazione”.
